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Articolo

Autore/i: Fabrizio Cioldi, Ulrich Ulmer
Redazione: WSL, Svizzera
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Più legname nelle Alpi e diminuzione nell’Altipiano

Durante il decennio precedente il volume di legname era fortemente aumentato in Svizzera per tutte le specie. I dati del 3° Inventario Forestale Nazionale IFN3 mostrano che nel decennio a cavallo del secolo oggi questo volume è ulteriormente aumentato nelle Alpi, mentre che sull’Altipiano, ed in particolare per l’abete rosso, esso è diminuito. Si è per contro registrata una progressione di alberi di grandi dimensioni in tutte le aree del nostro Paese.

Nadelholzbestand im Mittelland
Figura 1 - Soprassuolo di abete rosso e Douglasia sull’Altipiano. I popolamenti puri di conifere sono diminuiti in modo significativo durante gli ultimi 20 anni.
Foto: Simon Speich (WSL)

Il volume degli alberi vivi presenti nel bosco svizzero, vale a dire il capitale legnoso a disposizione dei proprietari di bosco, si attesta attualmente a 405 milioni di m3, equivalenti a 346 m3 per ettaro. Con una provvigione media di 418 m3/ha, i boschi privati sono molto più ricchi di legname rispetto alle foreste pubbliche, nelle quelli si trovano 311 m3/ha (Tabella 1). In termini di volume la quota dei boschi privati rappresenta il 29% nel Giura, il 28% nelle Alpi e il 24% a Sud delle Alpi. Sull’Altipiano (50%) e nelle Prealpi (56%), la quota di boschi privati è molto più elevata, mentre la media per tutta la Svizzera ammonta al 39%.

Se si considera una superficie paragonabile a quella dell’IFN2 (1993-1995), limitandosi cioè alle aree di saggio comuni ad entrambi gli inventari, il volume è aumentato di 10 milioni di m3 in totale, vale a dire del 2,4%. Questo aumento è stato significativamente inferiore rispetto ai circa 30 milioni di m3, cioè l’8,1%, registrati tra il IFN1 e l’IFN2.

Si deve tuttavia sottolineare l'importanza delle differenze a livello regionale, provocate delle diverse intensità della gestione selvicolturale e dagli effetti della tempesta Lothar del dicembre 1999 e della siccità del 2003, eventi che hanno provocato ingenti danni anche a seguito delle infestazioni di scolitidi (bostrico). Mentre il volume di legname è aumentato del 20% nella regione Sudalpina, vi è stata una riduzione del 7% sull’Altipiano. Dall’IFN2, la provvigione legnosa per ettaro è in media scesa sull’Altipiano da 423 m3/ha a 396 m3/ha.

Tabella 1 - Volume di legname in m3/ha a seconda della proprietà e per le diverse regioni di produzione (errori standard: vedi articolo originale)
  Giura
Altipiano Prealpi
Alpi
Sud delle Alpi Svizzera
boschi pubblici 345
338
379
290
222
311
boschi privati
435
478
493
329
236
418
Totale
368
396
436
300
225
346

La differenza nell'evoluzione del volume di legname è riscontrabile anche tra i boschi pubblici e quelli privati. Nelle foreste private in tutta la Svizzera, il volume di legname è aumentato del 5% (1% solamente nelle foreste pubbliche, vedi tabella 2). Sull’Altipiano la diminuzione del volume è stata molto più importante nelle foreste pubbliche (-11%) rispetto a quella dei boschi privati (-4%).

Tabella 2 – Evoluzione del volume di legname in % a seconda della proprietà e per le diverse regioni di produzione (errori standard: vedi articolo originale)
  Giura
Altipiano Prealpi
Alpi
Sud delle Alpi
Svizzera
boschi pubblici 1,8
-10,7
-5,3
5,8
23,5
0,9
boschi privati 4,1
-3.8
4,6
21,3
11,1
4,9
Totale
2,5
-7,4
0,0
9,5
20,3
2,4

Faggio e abete bianco in crescita, in calo l'abete rosso

Bergwald
Figura 2 - Nelle Alpi il volume di legname in piedi è fortemente aumentato, soprattutto nelle foreste private.
Foto: Ueli Wasem (WSL)

La distribuzione per specie legnosa è essenzialmente caratterizzata da differenze regionali: Nel Giura l'incremento del volume di legname è concentrato specialmente sull’abete bianco e sull’acero montano. Nelle Alpi sono invece l'abete rosso e nelle Prealpi il faggio e il frassino che contribuiscono maggiormente l'aumento della provvigione legnosa. A Sud delle Alpi, l'aumento dello stock legnoso è dovuto principalmente all’abete, al faggio e al larice. Sull’Altipiano tutte le specie latifoglie mostrano un aumento del volume, mentre che per le conifere si registra un calo: forte per l'abete rosso e più contenuto per il larice ed il pino. L’abete bianco non evidenzia invece praticamente nessun cambiamento.

L'abete rosso, l’abete bianco ed il faggio rimangono le tre specie dominanti nelle foreste svizzere, costituendo ben il 66% del numero di alberi ed il 77% a livello di volume di legname complessivamente presente nei boschi svizzeri.

  • L'abete rosso predomina con il 44% del volume di legname. La quota di abete rosso varia tra il 59% nelle Alpi ed il 29% nel Giura e nel Sud della Alpi. Figura 3: area forestale in% a seconda del mix e di inventario, che indica l'errore standard di istruzioni semplici ( ± corrisponde a un intervallo di alpi. Il volume di abete rosso in tutta la Svizzera è sceso del 4% rispetto ai rilievi dell’IFN2. Sull'Altipiano l’abete rosso rappresenta oltre il 34% del volume, a seguito di un brusco calo (oltre 9 milioni di m3 o del 23% anche con un massimo del 30% nell'Europa occidentale Plateau, Figura 3). Il declino di abete rosso è molto meno pronunciata, ma trova comunque in regioni vicine le Alpi e del Giura. nelle Alpi e delle Alpi del Sud, il volume di abete rosso, però, è aumentata.
  • La quota di abete bianco è più importante nel Giura (21%) e nelle Prealpi (22%), mentre la media nazionale è del 15%. Il volume legnoso dell’abete bianco su scala nazionale è cresciuto del 5%: le Regioni del nord-occidentale e sud-occidentale delle Alpi con il 29% e le Alpi meridionali con 24%, hanno fatto registrare gli aumenti più consistenti. Il volume di abete bianco è inoltre aumentato anche nel Giura (da 8 a 11%) e anche nelle Prealpi occidentali (9%) ed orientali (13%). Il suo volume è tuttavia rimasto abbastanza costante nell’Altipiano.
  • La percentuale del faggio è più elevata nel Giura (31%) rispetto alla media svizzera che è del 18%. Il volume legnoso appartenente al faggio è aumentato complessivamente del 6%, con aumento massimo del 42% nel Sud delle Alpi e del 39% in Vallese (Figura 4). Nella altre regioni alpine, nelle Prealpi e sull’Altipiano si è osservato un lieve aumento del volume, mentre nel Giura la quota di volume del faggio è rimasta quasi invariata.

Dopo l’IFN2 il volume delle latifoglie è aumentato in tutte le regioni, mediamente del 10%, mentre le conifere hanno mostrano un leggero calo (-1%), anche se la diminuzione è stata più marcata (-16%) sull’Altipiano. Per quanto attiene la proporzione delle specie conifere, per l’insieme della Svizzera, essa è diminuita dal 71 al 69%, sull’Altipiano addirittura dal 62 al 56%.

Evoluzione del volume del abete rosso  
Figura 3 - Evoluzione in % del volume di abete rosso tra l’IFN2 e l’IFN3 in funzione delle regioni economiche (accanto al valore medio è indicato l'errore standard ±, calcolato sulla base di un intervallo di confidenza del 68%).  
   
Evoluzione del volume del faggio  
Figura 4 - Evoluzione in % del volume del faggio tra l’IFN2 e l’IFN3 in funzione delle regioni economiche (accanto al valore medio è indicato l'errore standard ±, calcolato sulla base di un intervallo di confidenza del 68%).  

Le foreste pure di conifere sono in diminuzione

Attualmente circa il 25% delle foreste svizzere sono delle foreste di latifoglie pure mentre il 43% sono dei boschi puri di conifere (Figura 5). Queste ultime rappresentano il 69% nelle Alpi e Prealpi. Nel complesso la percentuale di superficie occupata da boschi puri di conifere è diminuita di quasi il 3% tra l’IFN2 e l’IFN3, mentre quella dei boschi puri di latifoglie è aumentata in questi undici anni di quasi il 5%.

Considerando l’evoluzione a partire dall’IFN1 (1983 al 1985), il calo dei soprassuoli puri di conifere è ancor più marcato. Sulla superficie forestale comune, la quota dei boschi puri di conifere è diminuita a partire dall’IFN1 dal 51 al 43%, con una diminuzione in ognuna delle cinque regioni, tra le quali l’Altipiano ad avere evidenziato la riduzione più consistente (dal 39 al 26%).

Nei novelleti e nelle spessine la percentuale di boschi di latifoglie pure e miste è aumentata rispetto all’IFN2 dal 51 al 68% e addirittura dal 49 al 75% sull’Altipiano. Nelle aree occupate dai boschi giovani delle regioni situate a basse quote, i boschi puri di latifoglie dominano ampiamente con il 62%. La percentuale delle conifere in termine di volume di legname aumenta sia alle quote inferiori che a quelle superiori, progredendo gli stati di sviluppo. La tendenza osservata verso una maggiore presenza di foreste più ricche di latifoglie e di foreste miste dovrebbe pertanto proseguire anche nei prossimi anni.

Area forestale a seconda del grado di mescolanza  
Figura 5 - Area forestale in % a seconda del grado di mescolanza e per i tre inventari successivi (accanto al valore medio è indicato l'errore standard ±, calcolato sulla base di un intervallo di confidenza del 68%).  

La proporzione di alberi di grosse dimensioni continua ad aumentare

Starkholz

Figura 6 - La proporzione di grossi alberi con oltre 52 cm di d1,3 (diametro a petto d’uomo) in termine di volume di legname in piedi ha continuato a progredire.
Foto: Simon Speich (WSL)

La distribuzione del volume di legname per classi di diametro fornisce una base per la valutazione della disponibilità delle risorse legnose in termini di assortimenti ritraibili durante gli interventi selvicolturali. Il rapporto tra il volume delle conifere e quello delle specie latifoglie per gli assortimenti con d 1,3 ≥ maggiore o uguale a 52 cm è attualmente di 80 : 20 circa, mentre che per d 1,3 tra i 12 e i 15 centimetri, è circa 50:50. Molti alberi di grandi dimensioni sono stati identificati come abeti bianchi e larici, con il 44% del volume di rilevato nelle classi di diametro a partire da 52 cm.

Già durante l’IFN2 si era constatata questa tendenza all’aumento degli alberi di grandi dimensioni. I risultati dei tre inventari successivi permettono di analizzare l'evoluzione sull’arco di 21 anni. A partire dall’IFN1 si è osservato un aumento significativo del volume di legno di grandi dimensioni per tutte le specie, sia nelle foreste pubbliche che private, oltre che in tutte le Regioni.

Sulle aree di saggio comuni rilevate sia nell’IFN1 che nel IFN2 e nell’IFN3, la percentuale di legname appartenente ad alberi di grandi dimensioni (d1,3 ≥ 52 cm) è cresciuto in media dal 24 al 34% tra l’IFN1 e l’IFN3. Per le tre specie più diffuse questo l'aumento si presenta in maniera differenziata:

  • - l’abete rosso è aumentato dal 27 al 38%
  • - l’abete bianco dal 26 al 44%
  • - il faggio dal 17 al 27%

A parte l'abete rosso sull’Altipiano, questi aumenti sono validi sia in termini relativi, che assoluti. Mentre che nell’IFN1 gli alberi di grandi dimensioni (d1.3 ≥ a 52 cm) rappresentavano per l’intera Svizzera 84 milioni di m3, il volume appartenente a questa classe di diametro ammonta oggi a quasi 134 milioni di m3. Solo l’abete rosso sull'Altipiano con d1.3 ≥ a 52 cm ha mostrato una lieve diminuzione in termine di volume tra l’LFI2 e l’IFN3. Malgrado ciò, in termini relativi, si è comunque osservato un aumento dal 30 al 36%.

I risultati degli inventari forestali nazionali eseguiti in Germania (tra cui nei Länder del Baden-Württemberg e della Baviera) e in Austria (Kändler 2008) mostrano in medesimo genere di trend. L'aumento del legname di grosse dimensioni è il risultato delle attività di gestione selvicolturale degli ultimi 100-150 anni, periodo caratterizzato dal desiderio di ricostruire le riserve in termini di volume di legname e gestire le foreste secondo metodi più prossimi alle condizioni naturali.

Se siete interessati all’Inventario Forestale Nazionale, potete trovare maggiori informazioni sul sito web dell’IFN: www.lfi.ch

  • Traduzione: Fulvio Giudici (Camorino)

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