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Kurt Bollmann

Forschungsanstalt WSL

Istituto federale di ricerca WSL
Ecologia della conservazione
Zürcherstrasse 111
CH - 8903 Birmensdorf

Tel: +41 44 739 24 11
Fax: +41 44 739 22 15

Articolo

Autore/i: Pierre Mollet (Stazione ornitologica), Bruno Stadler (UFAM), Kurt Bollmann (WSL)
Redazione: WSL, Svizzera
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Il piano d'azione Gallo cedrone Svizzera

Il gallo cedrone, chiamato anche urogallo, è sempre più raro in Svizzera. Allorquando le foreste montane della Svizzera 40 anni or sono ospitavano oltre 1'100 esemplari, la loro popolazione complessiva è ora stimata a soli 450 - 500 esemplari, con una tendenza al ribasso. Questo declino è principalmente dovuto ai cambiamenti avvenuti a livello di habitat e al disturbo antropico. Il "Piano d'azione Gallo cedrone Svizzera" definisce gli obiettivi, le strategie e le misure per proteggere e conservare questa specie.

Auerhahn
Figura 1 - Esemplare maschio di gallo cedrone (Tetrao urogallus) durante la sua parata nuziale.
Foto: Michael Lanz
 
Auerhuhnhabitat
Figura 2 - L'habitat ideale per il Gallo cedrone è caratterizzato da boschi di conifere radi e ben strutturati, composti da alberi di diverse età e da una consistente vegetazione al suolo.
Foto: Kurt Bollmann (WSL)
 

La famiglia dei tetraonidi è costituita da 18 specie sparse in tutto il mondo, quattro delle quali sono presenti dell'Europa centrale. Il più grande di loro, il gallo cedrone, ha bisogno di boschi di montagna piuttosto diradati e in genere caratterizzati da una struttura complessa e da una vegetazione al suolo piuttosto abbondante (Figura 2 e 4), con un disturbo da parte dell'uomo assente o contenuto. I maschi e le femmine frequentano nel corso delle diverse stagioni dei territori individuali piuttosto estesi, condizione che spiega l'importanza per questa specie di avere a disposizione foreste molto ben strutturate e collegate tra loro, che siano in grado di ospitare popolazioni stabili.

Delle popolazioni sempre più isolate

L'utilizzazione delle foreste è cambiata radicalmente nel corso del XX° secolo. L'incremento legnoso dei boschi e l'offerta di legname stanno crescendo più rapidamente rispetto alla domanda. Di conseguenza i popolamenti boschivi divengono sempre più chiusi, scuri e omogenei, mentre la rete di strade è spesso più densa che in passato. Numerosi prati da sfalcio sono invasi da cespugli e arbusti. Inoltre, gli appassionati di attività ricreative come le escursioni a piedi o con racchette da neve, i praticanti della mountain bike o dello sci fuori pista con la loro presenza esercitano una pressione sempre più forte su questi habitat sensibili.

La sopravvivenza del Gallo cedrone è oggi fortemente minacciata. Secondo un censimento eseguito nel 2001, la popolazione svizzera di urogalli conta oggi poco più di 450 a 500 esemplari, circa la metà degli effettivi presenti nel 1971. Le cinque popolazioni censite sono fortemente isolate l'una rispetto all'altra e anche i legami al loro interno tra le varie sottopopolazioni non sono più garantiti.

Ricerca al servizio della conservazione del gallo cedrone

Per garantire la sopravvivenza del Gallo cedrone quale specie di uccello nidificante in Svizzera, è necessario intervenire a livello federale, tramite un piano d'azione che prevede provvedimenti tagliati su misura rispetto alle condizioni regionali. I ricercatori dell'Istituto federale di ricerca WSL, dell'EPFL e della Stazione ornitologica svizzera di Sempach hanno radunato le conoscenze sull'ecologia e la genetica di questa specie raccolte durante anni di ricerca in un numero speciale della rivista "Ornithologische Beobachter (Vol. 105, Issue 1)". Questi risultati sono inoltre stati inclusi nel Piano d'azione Gallo cedrone Svizzera, pubblicato nell'aprile 2008 dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).

Feder des Auerhuhns
Figura 3 - Una piuma della coda appartenente al gallo cedrone.
Foto: Kurt Bollmann (WSL)
 

Il piano d'azione gallo cedrone definisce la strategia di protezione e di conservazione di questa specie in Svizzera e gli obiettivi perseguiti a medio termine, nonché le priorità, i provvedimenti ed il quadro organizzativo e finanziario concernenti la loro attuazione. Questo piano operativo si concentra su misure di conservazione da adottare nei siti d'importanza primaria e secondaria, sul mantenimento delle le aree già occupate da questi tetraonidi, proponendo dei provvedimenti selvicolturali idonei, la regolamentazione del traffico e dell'accesso in queste aree frequentate dai turisti oltre che la valorizzazione di aree potenzialmente idonee, ma attualmente non popolate da questa specie. L'applicazione di questo Piano d'azione è affidata ai Cantoni.

Il Gallo cedrone è considerato una cosiddetta "specie ombrello", specie che costituisce un indicatore per la ricchezza in termine di specie e di struttura delle foreste di montagna. Le misure favorevoli alla sua sopravvivenza andranno pertanto a vantaggio anche di altre specie. Per il gallo cedrone e altre specie animali e vegetali presenti nel suo habitat, il Piano d'azione rappresenta un'occasione di rinascita. Il declino della popolazione di questo grande e mitico uccello potrebbe pertanto finalmente essere rallentato o arrestato.

habitat ideale per il gallo cedrone
Figura 4 - Come si vede dallo schema, l'habitat ideale per il gallo cedrone è fortemente strutturato.
Fonte: UFAM (2001): Gallo cedrone e gestione delle foreste (in tedesco e francese)


  • Traduzione: Fulvio Giudici (S.Antonino)

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Ulteriori informazioni

  • Graf, R., Bollmann, K., Mollet, P. (2002): Das Auerhuhn. 16 S., Wildbiolgie-Artikel 1/26a. (Articolo in tedesco, ottenibile presso la rivista WILDTIER SCHWEIZ al prezzo di 6,00 CHF).
  • Mollet, P. (2002): Dringliche Massnahmen zur Förderung des Auerhuhns. Faktenblatt Auerhuhn. Schweizerische Vogelwarte Sempach, 4 S. gratis. (PDF)
  • Bundesamt für Umwelt (Hrsg.) (2001): Auerhuhn und Waldbewirtschaftung. 21 S. (VU-7021-D). (PDF)
  • Bundesamt für Umwelt (Hrsg.) (2001): Auerhuhn und Haselhuhn: ihr Schutz in der regionalen Waldplanung. Praxishilfe. 30 S. (VU-7023-D). (PDF)
  • Bollmann, K (2006): Das Auerhuhn: imposant und gefährdet. In: Ehrbar, R. (ed). Veränderungen als Chance für den Wald. Sophie und Karl Binding Stiftung, Basel. S. 200–221.

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