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Martina Peter

Forschungsanstalt WSL

Istituto federale di ricerca WSL
Genetica ecologica
Zürcherstrasse 111
CH - 8903 Birmensdorf

Tél: +41 44 739 22 88

Articolo

Autore/i: Simon Egli, Fredi Lüthin
Redazione: WSL, Svizzera
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Raccogliere i funghi non contribuisce a danneggiarli

In alcuni cantoni la raccolta dei funghi è vietata durante certi periodi. Uno studio durato più anni svolto dall’istituto federale di ricerca per la foresta la neve e il paesaggio (WSL) ha dimostrato che la raccolta non influisce negativamente né sul numero, né sulla diversità delle specie dei funghi. I divieti di raccolta non hanno pertanto nessun effetto diretto. Se si vuole proteggere la flora fungina, sono pertanto necessari altri provvedimenti, come ad esempio la riduzione delle immissioni di azoto.

Steinpilz
Figura 1 - Bell’esemplare di porcino
Foto: Thomas Reich (WSL)

Nella maggior parte dei Cantoni svizzeri vi sono normative che regolano la raccolta dei funghi, così nella maggioranza delle regioni possono essere raccolti al massimo 2 Kg di funghi commestibili al giorno, ed inoltre sono state delimitate esattamente delle riserve fungine, all’interno delle quali la raccolta è vietata. Queste limitazioni sono spesso messe in discussione anche perché fino ad oggi mancava una dimostrazione scientifica della loro reale utilità.

Per tale motivo l’istituto federale di ricerca WSL nel 1975 ha svolto uno studio su più anni all’interno delle 2 riserve micologiche di La Chanéaz e di Moosboden (FR), all’interno delle quali i ricercatori e le ricercatrici del WSL hanno studiato la flora fungina per capire come essa interagisce con i diversi fattori ambientali e in che modo la raccolta dei funghi influenza a lungo termine il loro numero e la presenza delle varie specie. In questo ambito si è studiato se raccogliere i funghi strappandoli con una torsione oppure tagliandoli con un coltellino abbia un influsso o meno, contemporaneamente i ricercatori hanno cercato di verificare se il raccolto era influenzato negativamente dal calpestio dei suoli forestali provocato dalle persone che si recano in bosco a raccogliere i funghi.

Il numero di funghi rimane invariato

Il risultato delle ricerche è stato sorprendente: anche se i ricercatori hanno raccolto sistematicamente tutti i funghi sulle parcelle di studio, il loro numero durante i 30 anni di durata della ricerca è rimasto identico a quello registrato in parcelle comparabili, nelle quali i funghi non sono stati raccolti. Anche per quanto riguarda le diverse specie non si sono registrate differenze significative. Il metodo di raccolta (estirpazione diretta oppure tramite taglio) non ha neppure esso influenzato la quantità dei funghi e la diversità delle loro specie.

Per contro le sollecitazioni provocate dalla raccolta hanno avuto un’influenza negativa. In effetti sulle superfici continuamente calpestate il numero di fruttificazioni è risultato essere di un quarto inferiore rispetto a quello delle superfici dove non vi è stata raccolta. Questo effetto era comunque visibile per una breve durata: non appena il calpestamento cessava i funghi riprendevano a crescere numerosi come prima, dimostrando l’assenza di effetti negativi a lungo termine. Per riassumere: i funghi subiscono in maniera molto più sensibile l’influenza di altri fattori ambientali, come ad esempio l’aumento delle immissioni di azoto, oppure le modifiche dell’ecosistema naturale. Sono comunque le condizioni metereologiche che determinano prima di tutto se si tratta di un anno favorevole o sfavorevole alla raccolta.

I risultati di queste ricerche hanno ravvivato le discussioni concernenti i provvedimenti per proteggere i funghi. Comunque non bisogna dimenticare che i funghi assolvono importanti funzioni naturali (vedi riquadro). Di conseguenza è certo che sarà necessario anche in futuro vegliare sulla protezione della flora fungina nei boschi.

Dai funghi dipende la sopravvivenza della foresta

Chiunque trova un porcino in un bosco, non osserva altro che la punta dell’iceberg, la parte più importante del fungo, vale a dire il micelio (un reticolo ovattato complesso simile alle radici) vive nelle profondità del terreno, lontano dai nostri sguardi. E’ pertanto solo in presenza di condizioni favorevoli che a partire dal micelio sotterraneo si sviluppa il corpo fruttifero che emerge dal suolo.

In Svizzera sono state catalogate all’incirca 5000 specie di funghi superiori, dei quali solo circa 500 specie sono considerate commestibili. I funghi sono degli organismi molto importanti per la foresta poiché decompongono la lettiera grezza ed il legname morto presente nel bosco, reintroducendo nel ciclo nutritivo dell’ecosistema i loro componenti. Numerose specie di funghi, comprese quelle commestibili molto apprezzate come i porcini, i gallinacci e i tartufi, vivono inoltre in simbiosi con gli alberi forestali. Esse migliorano l’approvvigionamento nutritivo degli alberi e aumentano la loro resistenza verso gli stress ambientali. Se i funghi dovessero scomparire le conseguenze per la salute delle nostre foreste sarebbero gravissime.

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